Da MERCOLEDì 20 Maggio 2026 a MERCOLEDì 3 Giugno 2026

QUASI INDELEBILE

Laboratorio di analisi dell’abitare urbano

20, 27 maggio e 3 giugno 2026

Il workshop Quasi Indelebile si configura come un progetto di ricerca volto alla costruzione di una cartografia dell’immaginario storico-culturale del centro storico di Lecce e in particolare del contesto abitativo in cui sorge l’Accademia di Belle Arti di Lecce, attraverso l’analisi delle tracce visive presenti nello spazio urbano: scritte murarie, simboli, slogan politici e sociali, messaggi anonimi, segni residuali che, pur sbiaditi o parzialmente cancellati, continuano a testimoniare processi storici, mutamenti sociali e trasformazioni identitarie del contesto urbano.

Il laboratorio si pone come un’analisi semiotica sistematica sul nesso tra morfologia urbana e memoria culturale, intrecciando la città come ordito di luoghi della memoria che si stratifica, secondo la nozione teorica di Aldo Rossi, dove il passato si sedimenta in presenze materiali e simboliche, coincidenti in questo caso nei segni residuali archigrafici e architettonici che saranno ricercati. Le scritte murarie, nel loro riemergere come Pathosformel warburghiane, si manifestano secondo modalità fenomenologiche distinte che ne definiscono la ricerca. In alcuni casi esse instaurano una relazione di continuità con il presente, coincidendo o dialogando in modo diretto con le narrazioni contemporanee, fino a riattualizzarsi come forme espressive ancora operative nel dibattito sociale e culturale attuale. In altri casi, vi sono tracce che si configurano come elementi dissonanti: residui di immaginari, conflitti o sistemi di valori non più allineati con la sensibilità odierna, che proprio nella loro estraneità producono attrito critico, rivelando fratture, rimozioni o continuità irrisolte nella memoria urbana. Le scritte, in questa duplice articolazione, non si limitano a testimoniare il passato, ma agiscono come dispositivi dinamici di senso, capaci di mettere in tensione memoria e presente.

 

Obiettivi

Promuovere nei partecipanti, attraverso la ricerca sul campo urbano, lo sviluppo di una “coscienza di luogo” come dispositivo stratigrafico in continua trasformazione. Le scritte, i messaggi, oppure i simboli dei partiti politici di un tempo, attivano una lettura della memoria storica che si sedimenta.

Quest’ultima, riemergendo nell’attualità, entra in dialogo conflittuale con il mondo contemporaneo, configurando a volte delle coincidenze significative, altre volte delle dissonanze.

 

Modalità di svolgimento

1 GIORNO – 20 maggio 2026

CONTESTUALIZZAZIONE TEORICA E RACCOLTA ARCHEOGRAFICA

9:00 – 9:45 | Presentazione della ricerca artistica

Introduzione alla pratica artistica di Luca Coclite, con focus sulla trasformazione di scritte murarie in dispositivi artistici. Presentazione di casi studio che esplorano il passaggio dal segno grafico urbano all’opera, con riferimenti a soluzioni formali che spaziano dalla scultura all’installazione multimediale.

9:45 – 10:30 | Il progetto Quasi Indelebile: quadro teorico e metodo

Presentazione del progetto nel suo insieme. Letture critiche sulla mutazione semantica delle scritte quando trasposte in nuove forme visive e sensoriali, anticipando il concetto di “traduzione trans-mediale” come pratica centrale del workshop.

10:30 – 10:45 | Pausa

10:45 – 11:45 | Brainstorming collettivo e mappa concettuale

Costruzione partecipata di una mappa concettuale visiva sulle parole-chiave: memoria, scritte, identità, conflitto, territorio, trasformazione. La mappa fungerà da lessico condiviso per tutta la durata del laboratorio.

11:45 – 13:45 | Ricerca sul campo: uscita stratificata

11:45 – 12:30 | Ricerca collettiva iniziale. Percorso condiviso in un asse urbano selezionato (es. centro storico di Lecce). Primo rilevamento sistematico di scritte, simboli e segni grafici urbani.

12:30 –13:45 Ricerca individuale/coppie. Assegnazione di itinerari e “lenti” di lettura specifiche (datazione, contesto socio-politico, stato di corrosione). Ogni partecipante documenta con: fotografia, geolocalizzazione, schizzo interpretativo e registrazione di elementi contestuali (audio ambientale, brevi video) utili a una potenziale restituzione installativa.

13:45 – 14:00 | Restituzione lampo

Condivisione immediata di una traccia significativa trovata da ciascun gruppo, con una prima impressione sul suo potenziale espressivo.

2 GIORNO – 27 maggio 2026

ANALISI STRATIGRAFICA E PROGETTAZIONE

9:00 – 10:30 | Analisi archeo-semiotica delle tracce

Configurazione delle tracce murarie come documenti stratigrafici. Applicazione guidata di una griglia analitica sistematica per rivelarne la complessità:

  1. Datazione: analisi dei supporti e indizi stratigrafici.
  2. Contestualizzazione assiologica: assi storico-politici, antropologici, ludici.
  3. Tipologia enunciativa: discorso assertivo, performativo, passivo.
  4. Stato: integrità semantica, leggibilità, interventi successivi.

Durante l’analisi, si incoraggia una riflessione sul medium più adatto a restituire la complessità di ciascuna traccia, collegando l’indagine semantica alla futura scelta del linguaggio espositivo.

10:30 – 10:45 | Pausa

10:45 – 12:15 | Discussione collettiva e sintesi

Restituzione delle analisi in plenaria. Discussione guidata su come le singole tracce si connettono in una trama di memorie, conflitti e trasformazioni urbane. Introduzione all’idea della mostra finale come “mappa operativa” multimediale e stratigrafica della memoria urbana.

12:15 – 14:00 | Progettazione degli output espositivi

Presentazione delle tipologie di output possibili, fondate sulla traduzione trans-mediale:

  • Scultoreo: calchi, ceramica, interventi su oggetto.
  • Fotografico: dittici stratigrafici, sequenze, fotografie per proiezione.
  • Video-narrativo: video a loop, micro-documentari, animazioni, proiezioni site-specific.
  • Testuale/Editoriale: codex artistici, guide alternative.

Lavoro progettuale: ogni partecipante sceglie una traccia e sviluppa un concept per la sua restituzione, definendo medium, tecnica e un primo abbozzo visivo.

 

3 GIORNO – 3 giugno 2026

PRODUZIONE, ALLESTIMENTO E MOSTRA

9:00 – 11:00 | Produzione degli output

Laboratorio creativo intensivo per la realizzazione materiale degli elaborati. Supporto tecnico per la finalizzazione di contenuti digitali (video, audio) e la risoluzione di esigenze specifiche di montaggio e presentazione. Creazione di un “angolo tecnico” per test di proiezioni e audio.

11:00 – 11:15 | Pausa

11:15 – 13:15 | Allestimento come pratica curatoriale collettiva

Montaggio fisico della mostra nell’Aula A1. L’allestimento viene pensato come parte integrante del progetto: si discute collettivamente il percorso espositivo, la gestione delle luci, la disposizione per creare un dialogo efficace tra elementi fisici e digitali, e la cura delle didascalie. L’obiettivo è realizzare un dispositivo cartografico stratigrafico unitario.

13:15 – 14:00 | Inaugurazione e verifica finale

Opening della mostra collettiva “Quasi Indelebile”. I partecipanti presentano le proprie opere al resto della comunità accademica in un formato di dialogo informale. Discussione conclusiva sul processo di laboratorio e sugli esiti raggiunti, come verifica tangibile della pratica di ri-semantizzazione archeologica.

 

Il workshop si configura come un modulo intensivo del corso, volto a fornire strumenti teorici, metodologici e pratici per la traduzione di ricerche sul campo in sistemi espositivi interdisciplinari.

3 giornate, per un totale di 15 ore.

Orario: 9:00 – 14:00.

Luogo: Accademia di Belle Arti di Lecce, con uscite nel centro storico.

Aula: A1 (per lezioni e allestimento finale).

 

BIO

Luca Coclite (Gagliano del Capo, 1981). artista e curatore. Nel 2011 co-fonda RAMDOM e realizza a Lecce “DEFAULT: Masterclass in residence” internazionale per artisti sulla rigenerazione, arte e spazio pubblico. Nel 2013 è impegnato con il Progetto Gap, laboratorio di sperimentazione artistica realizzato con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione con il Sud. Nel 2013 con Ramdom vince il bando “Mente Locale” e nel 2015 recupera il primo piano della stazione dei treni di Gagliano del Capo dove nasce LASTATION base del progetto “Indagine sulle terre estreme”. Dal 2018 è responsabile e fautore, assieme a Laura Perrone, di studioconcreto, progetto artistico sperimentale che opera nel quartiere INACASA di Lecce. Singolarmente partecipa a diversi programmi di residenza in diverse parti del mondo e vince diversi premi. Il suo lavoro è stato esposto in diverse fondazioni e musei.