Da LUNEDì 4 Maggio 2026 a GIOVEDì 7 Maggio 2026

• spettacolo MOHÁBBAT al Teatro Koreja il 4 maggio alle ore 20.45,
• film 5 Broken Cameras il 6 maggio alle ore 20.30 presso la sala di APULIA FILM COMMISSION a lecce.
• il 5 e il 7 maggio alle ore 9.00 avremo ospiti in accademia (aula B1) gli artisti del progetto
Conflitto e identità:
quando storia e presente si riflettono nell’arte.
Diario del presente in tempo di guerra.
Corso di Cinema, Fotografia e Audiovisivo
Insegnamento: Regia 2, docente: prof. Andrea Adriatico
Il progetto nasce come occasione di riflessione sul rapporto tra arte,
memoria e realtà politica attraverso il confronto tra linguaggi artistici
differenti in territori devastati dalla guerra.
Cinema documentario e teatro contemporaneo vengono messi in dialogo
come strumenti capaci di raccontare esperienze individuali e collettive legate
a contesti storici e sociali complessi.
Il progetto è realizzato nell’ambito del corso di Cinema, Fotografia e
Audiovisivo dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, e in particolare all’interno
del corso di Regia 2 tenuto dal prof. Andrea Adriatico, con l’obiettivo di
offrire a studenti e studentesse un’esperienza diretta di confronto con autori
e pratiche artistiche contemporanee.
Il seminario prende in considerazione alcuni contesti geopolitici oggi centrali
nel dibattito internazionale, come Israele, Palestina e Iran.
In questi territori, segnati da tensioni politiche e profonde trasformazioni
sociali, l’arte assume spesso il ruolo di spazio di testimonianza e di riflessione
critica sulla realtà.
Il progetto si sviluppa attorno alla visione del documentario 5 Broken
Cameras, realizzato da Emad Burnat e Guy Davidi, e alla presentazione dello
spettacolo performativo MOHÁBBAT, con coreografia e regia di Afshin
Varjavandi.
Accanto alla visione delle opere, un elemento centrale del progetto sarà
l’incontro diretto con gli autori che dialogheranno con le persone che
studiano all’Accademia di Belle Arti, offrendo l’opportunità di approfondire i
processi creativi e le scelte artistiche che stanno alla base dei loro lavori.
Le opere presentate:
Il documentario 5 Broken Cameras racconta la vita nel villaggio palestinese
di Bil’in durante le proteste contro la costruzione del muro di separazione
israeliano. Il film nasce dalle riprese realizzate da Emad Burnat nel corso di
diversi anni e segue da vicino le trasformazioni della comunità locale,
intrecciando la dimensione politica del conflitto con la vita quotidiana delle
persone che lo vivono.
Il titolo fa riferimento alle cinque videocamere utilizzate durante le riprese e
progressivamente distrutte nel corso delle manifestazioni.
Questo elemento diventa nel film una metafora della fragilità dell’immagine
e delle difficoltà legate alla documentazione di una realtà attraversata dal
conflitto. Il documentario ha ricevuto un ampio riconoscimento
internazionale ed è stato candidato al premio Oscar come miglior
documentario agli Academy Awards del 2013.
Nel panorama del cinema documentario contemporaneo, opere come 5
Broken Cameras si inseriscono in una tradizione che considera il film uno
strumento di osservazione e testimonianza della realtà. In questo senso il
lavoro di Burnat e Davidi può essere messo in relazione con la riflessione
teorica di Bill Nichols sul cinema documentario come forma di discorso sul
reale e con la pratica cinematografica di Abbas Kiarostami, che hanno
spesso interrogato il rapporto tra immagine, verità ed esperienza quotidiana.
Lo spettacolo MOHÁBBAT, con coreografia e regia di Afshin Varjavandi, è
una creazione performativa che affronta il tema dell’identità e della
condizione umana in relazione al contesto iraniano contemporaneo.
La parola “mohabbat”, che in persiano significa “amore”, diventa il punto di
partenza per una riflessione sul rapporto tra corpo, memoria e dimensione
politica.
La performance si sviluppa attraverso una scrittura scenica che intreccia
movimento, suono e presenza fisica. Il lavoro si configura come una ricerca
sul corpo come spazio di resistenza e come luogo in cui si inscrivono le
tensioni tra libertà individuale e contesto sociale.
Particolarmente rilevante è il contesto produttivo internazionale dello
spettacolo, che vede coinvolta La MaMa Experimental Theatre Club (New
York), realtà storica della scena performativa contemporanea e punto di
riferimento per la sperimentazione artistica a livello globale.
La presenza di La MaMa conferisce al progetto un respiro internazionale e
una forte valenza culturale, collocando MOHÁBBAT all’interno di un circuito
di produzione e diffusione di alto profilo.
Accanto a questa, la produzione coinvolge anche INC Innprogress
Collective, Astragali Teatro e La MaMa Umbria, configurandosi come una
collaborazione articolata tra realtà italiane e internazionali.
Il seminario mette così in relazione due modalità diverse di testimonianza
artistica. Nel film 5 Broken Cameras la videocamera registra e conserva la
memoria degli eventi legati al conflitto tra Israele e Palestina; nella
performance MOHÁBBAT, invece, il corpo dei performer diventa il luogo in
cui si esprime una riflessione sulla condizione contemporanea, trasformando
la scena in uno spazio di indagine politica e poetica. Il dialogo tra cinema
documentario e arti performative permette quindi di interrogarsi sul ruolo
dell’arte come strumento di racconto del presente e come forma di
resistenza culturale.
Attività del progetto:
Il progetto si sviluppa attraverso due momenti principali. La proiezione del
documentario 5 Broken Cameras sarà organizzata presso l’Accademia di
Belle Arti di Lecce in collaborazione con Apulia Film Commission. La serata
prevede la proiezione del film seguita da un incontro con gli autori, mentre il
giorno successivo si terrà un seminario presso l’Accademia dedicato in
particolare a studenti e studentesse.
Lo spettacolo MOHÁBBAT sarà presentato in collaborazione con Teatro
Koreja. Anche in questo caso la rappresentazione sarà accompagnata da un
momento di dialogo con il coreografo e, la mattina seguente, da un incontro
seminariale presso l’Accademia durante il quale Afshin Varjavandi discuterà
con studenti e studentesse del proprio percorso artistico e delle tematiche
affrontate nello spettacolo.
Entrambe le iniziative sono organizzate in collaborazione con strutture
partner italiane, in particolare Apulia Film Commission e Teatro Koreja, che
dispongono delle competenze e delle infrastrutture necessarie per gestire
tutti gli aspetti logistici, tecnici e organizzativi delle attività previste. Le
strutture coinvolte hanno già espresso il proprio benestare di massima alla
realizzazione del progetto nel periodo individuato, mentre le date precise
saranno definite successivamente in accordo con gli artisti, l’Accademia e i
partner organizzativi.
Obiettivi:
Il seminario si propone di approfondire il rapporto tra arte e contesto
politico, offrendo strumenti di lettura per comprendere il linguaggio del
cinema documentario e della performance contemporanea. Allo stesso
tempo intende creare un’occasione di confronto diretto tra artisti, studenti e
studentesse, favorendo una riflessione critica sul ruolo dell’arte nella
rappresentazione delle trasformazioni sociali e politiche del presente.
La partecipazione ad ogni incontro dà diritto a 0.25 cfa
